
Dietro al carico, composto da rottami di vecchie automobili, erano nascoste le parti di due Porsche, due Mercedes, un'Audi e una Range Rover nuove o di recente immatricolazione pronte per essere riassemblate una volta giunte a destinazione.
I finanzieri per riuscire a risalire all'origine delle auto hanno dovuto contattare le case produttrici delle auto rubate. Una volta appurata l'origine illecita delle vetture sono state sequestrate e denunciate di quattro persone.
Durante le operazioni di perquisizione sono stati inoltre trovati altri oggetti di provenienza furtiva: confezioni di vini e spumanti pregiati, elettrodomestici e attrezzi da lavoro professionali per un valore commerciale di oltre 10 mila euro.
Subito dopo il sequestro delle componenti delle supercar ritrovate nel container, la procura spezzina ha delegato la Guardia di finanza a una perquisizione effettuata in una società romana di autodemolizioni dove è stata scoperta altra merce rubata.
Oltre a scoprire che una delle Porsche fatte a pezzi era di proprietà di un magnate russo che, al momento del furto, si trovava in vacanza a Forte dei Marmi (Lucca), la Guardia di finanza ha appurato che a Roma circolava un'Audi sulla quale era stato montato un motore rubato. Al termine delle indagini durate alcuni mesi sono stati acquisiti elementi di prova a carico di due cittadini siriani, una donna polacca e un italiano, titolare della società romana di autodemolizione. Tutti sono stati denunciati a diverso titolo per ricettazione.
IL COMMENTO
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