
Il risarcimento rientrava nell'ambito dell'inchiesta sulle cosiddette 'spese pazze' dei gruppi consiliari e il periodo considerato riguardava i primi cinque mesi del 2010. Monteleone era presidente dell'assemblea regionale.
Per i giudici però, tenendo conto di quanto sostenuto dalle difese dei politici, le notifiche di messa in mora sono avvenute nell'autunno 2015, "ovvero oltre 5 anni dalla data della trasmissione del rendiconto al presidente del Consiglio Regionale (1/7/2010), per questo deve intervenire la prescrizione dell'azione risarcitoria".
Dalle indagini erano emerse spese private (abbonamenti al treno, spese telefoniche, rimborsi non intestati a consiglieri, spese senza idonea documentazione, numerosi pranzi e cene) fatte passare come attività politica.
Il procuratore regionale, Claudio Mori, sottolineava come "non possano ritenersi rimborsabili con denaro pubblico le spese per ristorazione o altri consumi del membro del gruppo consiliare sostenute in locali di pregio, trattorie, pasticcerie, spese tutte sganciate dalla prova documentale". Per i giudici però, la richiesta risarcitoria è stata tardiva, da qui la prescrizione.
IL COMMENTO
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