
"Se dovesse andare male l'aumento di capitale e la banca non riuscisse a rientrare nei parametri indicati da Bce dovremo prendere la valigia e andare a Francoforte per discutere quale sarà il futuro della banca". Lo ha detto l'Ad di Carige Paolo Fiorentino rispondendo a un piccolo azionista preoccupato per il futuro di Carige.
"Faremo le nostre valutazioni. C'è interesse se no non saremmo qui". Lo ha detto Mattia Malacalza, amministratore delegato di Malacalza Investimenti, primo azionista di Carige con il 17.58%.
"Vogliamo e, ritengo, possiamo, farcela da soli. Stiamo comunicando con estrema trasparenza quali sono le condizioni di partenza, che evidentemente sono molto critiche, ma con altrettanta chiarezza abbiamo fatto capire, spero, che la posizione di arrivo aprirà un orizzonte completamente diverso" per Banca Carige. Lo ha detto l'ad Fiorentino prima dell'assemblea sull'aumento di capitale.
"E' un appuntamento particolare quello di oggi - ha detto l'Ad -: vorremo scrivere con gli azionisti una pagina un po' storica, di rinnovamento definitivo, per riportare Carige non solo agli antichi splendori ma soprattutto da dove Carige è partita, quindi sul territorio, sui clienti, sulle famiglie, sulla piccola impresa, che sono il nostro mercato di riferimento".
Dopo l'assemblea è in programma un Cda per mettere a punto l'avvio della conversione dei bond, una seconda operazione da oltre mezzo miliardo di euro. Il rafforzamento, prevede il piano industriale, passerà anche attraverso un terzo intervento, la cessione di asset.
"È un momento difficile ma è un passaggio obbligato, andiamo avanti con fiducia e affrontiamo queste prossime settimane che saranno cruciali". Lo ha detto l'Ad di Carige Paolo Fiorentino subito dopo l'assemblea degli azionisti che ha varato l'aumento di capitale fino a 560 milioni.
"Adesso - ha aggiunto Fiorentino - dobbiamo lanciare ufficialmente l'operazione sugli Lme ovvero la ristrutturazione dei nostri subordinati che precederà l'aumento di capitale e che se, come spero, andrà bene, darà molta fiducia anche all'aumento stesso. Il processo di gestione degli asset sta procedendo con grande soddisfazione, trasparenza, ma anche con una qualità delle offerte che sono il terzo pilastro famoso che ci dà grande fiducia".
"Chiediamo un ulteriore sacrificio ai nostri azionisti e anche agli obbligazionisti - ha concluso l'ad - abbiamo il dovere di capire che una volta ottenuta questa fiducia dobbiamo essere particolarmente responsabili. Quindi recuperare reputazione, che significa fare bene il proprio lavoro".
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