
Se ne parlerà sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre proprio a Pegli, nel salone del Grand Hotel Mediterranée, durante il terzo convegno storico internazionale 'Pegli-Tabarca-Pegli - L'epopea del popolo Tabarchino', organizzato dal circolo culturale Sopranzi con la collaborazione di tante associazioni e il patrocinio di Municipio, Comune e Regione.
"Finalmente riusciamo a incanalare il nostro progetto all'interno delle istituzioni pubbliche, le uniche che abbiano autorevolezza per presentare una proposta al Governo perché possa incanalarla agli uffici di Parigi", spiega il presidente del circolo Sopranzi, Antonio Marani. Il documento verrà stilato al termine del convegno, al quale parteciperanno studiosi di livello internazionale legati ancor oggi a Tabarca. Il vicesindaco Balleari sottoporrà subito la questione al ministro della cultura: "Sarà mia premura parlargliene - conferma - perché è un fenomeno importante, ricordo ancora il mio stupore quando visitai Carloforte e sentii la gente parlare in genovese". Anche l'assessore regionale Ilaria Cavo è pronta a fornire sostegno: "È una scelta coraggiosa e ambiziosa, la Regione non potrà che affiancarli in questa loro richiesta".
Durante il convegno verranno mostrati documenti inediti che provano in maniera definitiva la provenienza pegliese - e in particolare della Val Varenna - delle comunità tabarchine. "Fino ad oggi non esistevano molte prove scritte - spiega Marani - ma ora abbiamo rinvenuto negli archivi delle chiese e degli oratori a Pegli e Multedo le lettere che i tabarchini scrivevano ai confratelli e al parroco, per far battezzare i bambini o sposarsi in patria".
LA STORIA DEI TABARCHINI
L'Epopea del popolo tabarchino ha le sue origini nella Pegli del 1542, quando la famiglia Lomellini, ottenuta la concessione di raccogliere dalle pareti rocciose delle coste tunisine i rami di corallo rosso di cui erano ricoperte, arruola gli esperti pescatori di corallo pegliesi e fa partire l'impresa di Tabarca, un isolotto situato davanti alla costa nord occidentale della Tunisia.
L'impresa venne gestita per circa due secoli con risultati floridi sfruttando i generosi banchi di corallo (a quei tempi era chiamato “oro rosso”).
Poi, nel 1738, anche per causa del progressivo esaurimento dei banchi corallini, i circa 2000 Tabarchini, con l'aiuto di Carlo Emanuele di Savoia, cominciarono a lasciare l'isola.
I primi 100 migranti giunsero sull'isola di San Pietro fondando Carloforte, poi nel 1769 un'altra parte di esuli si sistemò sull'isolotto pietroso antistante la città spagnola di Alicante ed eressero la cittadina di Nueva Tabarca. Infine, nel 1770, un altro gruppo ottenne la concessione per insediarsi sull'isola di S.Antioco dove fondarono Calasetta.
Il popolo Tabarchino si frazionò, lasciando l'isola africana per installarsi su altre tre isole sparse nel Mare Mediterraneo, ma sopravvisse a momenti fortemente drammatici come l'assalto barbaresco a Carloforte del 1798 (che trasse in schiavitù quasi 900 persone): attraverso secoli di vicissitudini drammatiche quella coraggiosa e laboriosa comunità ha comunque saputo conservare gelosamente ed orgogliosamente le proprie caratteristiche identitarie, cioè gli usi secolari, i costumi, la gastronomia e soprattutto la lingua dei propri avi pegliesi.
IL PROGRAMMA
Sabato 30 Settembre
ore 9 piazza Tabarca: visita al quartiere Tabarchino. Saluto ai convenuti a cura del Gruppo Storico Pegliese accompagnati dalle musiche della Guitar Family degli alunni del corso musicale dell’Istituto Comprensivo di Pegli.
ore 9,30: salone Grand Hotel Mediterranée, inizio lavori del convegno
ore 13 pausa pranzo
ore 15 ripresa lavori
ore 18 sospensione lavori
Domenica 1 Ottobre
ore 9,30: sala Grand Hotel Mediterranée: ripresa lavori
ore 13 termine convegno
Sia sabato che domenica, dalle ore 12 alle ore 20 in Largo Calasetta, la Pro Loco Pegli servirà la tipica farinata di ceci DOP.
IL COMMENTO
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