
Ad aumentare la tensione, prima del match, la contestazione della Gradinata Nord tappezzata di cartelli con la scritta 'Vattene' rivolta a Preziosi dopo la fine della trattativa con Gallazzi e il grave episodio che ha visto protagonista il giornalista Pinuccio Brenzini, aggredito con un pugno al volto fuori dallo stadio da un tifoso noto nell'ambiente rossoblù.
Juric comincia col tridente Ricci-Pellegri-Palladino, a centrocampo Rosi preferito di nuovo a Lazovic mentre la coppia centrale è Veloso-Cofie. Il pressing è al cardiopalma, ma il Genoa non riesce a incidere. Il baby Pellegri ha sulle spalle una partita di cui non può reggere il peso. Al 15' primo rischio per Perin che blocca in sicurezza un tir centrale. Errori grossolani a centrocampo e i rossoblù locali - che giocano con la terza maglia ispirata all'inno - si mettono in pericolo. Il primo tempo termina a reti inviolate, la sensazione è che tutto possa succedere.
Alla ripresa Juric libera Pellegri dalla croce e manda in campo Galabinov. Il Genoa inizia a ingranare e crea pericoli sulle fasce. Al 7' della ripresa intervento provvidenziale di Perin che da terra evita un gol già fatto. Anche il Bologna cresce con le incursioni di Palacio, ex genoano: a 35 anni ancora tantissima tecnica e grinta. Come quando al 19' mette in mezzo per Verdi, che non ci arriva per un pelo.
Al 27' il Genoa vede sfumare per ben due volte il gol grazie a un doppio miracolo di Mirante, prima su conclusione ravvicinata di Palladino e subito dopo sul tiro di precisione di Veloso. Sulla ripartenza del Bologna arriva la beffa: Palacio parte al limite del fuorigioco e supera in velocità Laxalt mettendo la palla in rete. Il Genoa non si lascia gettare nello sconforto e continua a provarci. Veloso tira da ogni posizione e pure Palladino si impegna più del solito. Allo scadere dei 90' regolamentari Galabinov coglie l'incrocio dei pali. E dopo due minuti è Palladino di testa a mangiarsi il gol del pari, sebbene viziato da fuorigioco.
La classifica è pesantissima. Sotto accusa soprattutto l'allenatore, si attendono conferme o decisioni diverse nelle prossime ore. Nessuna contestazione formale da parte della tifoseria, con presidi comunque vigili all'esterno del Ferraris in corrispondenza dell'uscita degli spogliatoi. Il Genoa deve cambiare registro. Ci sono due settimane per pensarci: dopo la sosta si va a Cagliari. Poi Milan e Napoli. Sarà durissima.
IL COMMENTO
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