Anzitutto ha destato stupore l'atteggiamento del Governo. "Al Mise si è vissuta una giornata piuttosto surreale - ha commentato il presidente ligure Toti parlando a una radio - quella lettera era firmata anche dai Commissari di Governo che attualmente dirigono Ilva. Quindi un ministro si è seduto al tavolo e ha sostanzialmente sconfessato l'avvio di trattativa firmato anche dai Commissari da loro stessi nominati. C'è stata almeno una mancanza di comunicazione all'interno della compagine di Governo e a questo punto ho un po' di confusione in testa. Bisognerebbe ricostruire la filiera di quello che è successo".
Gli acquirenti, a caldo, si sono detti "contrariati" per lo stop alla trattativa, ma poi al forum di Conftrasporto a Cernobbio il signor Mittal ha ribadito di avere intenzioni "a lungo termine" e ha tessuto le lodi delle acciaierie (di Taranto) per la loro posizione strategica. Del resto il Governo ha trovato da ridire sull'inquadramento e sui salari di chi sarà riassunto, mentre "non ha detto una parola sugli esuberi - ha notato Sergio Cofferati ospite a Primocanale - perché per loro non sono un problema 4mila persone che se ne devono andare: sono considerate un prezzo scontato?".
Dunque c'è poco da star tranquilli: i nuovi proprietari vedono Genova come un cespuglio da sfrondare, e il taglio del 40% sull'occupazione lascia intendere che anche la produzione subirà un grosso ridimensionamento. La lettera dove i numeri comparivano nero su bianco è stata stracciata, ma da Roma non sono arrivati aut-aut su questo punto. A Genova si attende la missiva con la data della convocazione promessa in Prefettura. Non c'è una scadenza precisa, ma è chiaro che ogni giorno passato nel silenzio significa una risalita della tensione.
Dal canto loro, Toti e Bucci si sono guadagnati la stima dei sindacati dimostrando di voler fare sul serio. Il sindaco, in particolare, ha detto a chiare lettere che "quelle aree, così grandi e importanti per Genova, devono rendere. Sarebbe inconcepibile che non avessero ricadute sull'economia della città". E quindi, se le parti in gioco pensano di violare il vincolo occupazionale sancito dall'accordo del 2005, allora Comune, Regione e Autorità di sistema portuale sono pronti a mettere in discussione la mega concessione (65 anni) che avvantaggiò all'epoca i Riva, e domani i nuovi proprietari. Sarebbe un atto di forza politica. Per ora è solo una minaccia.
IL COMMENTO
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