
Lo scopriamo, nell'ambito della inchiesta di Primocanale che segue il convegno crossmediale di Terrazza Colombo sui rapporti tra porto e città, dai comitati della zona che hanno consultato un documento della Città Metropolitana, che "in occasione di un cambio nome del concessionario, ha rinnovato la concessione fino al 2033" spiega Antonella Marras, pasionaria delle lotte dei residenti di Fegino contro l'inquinamento e i rischi derivanti dalla presenza dei tubi sotto il letto del rio e del deposito Iplom in mezzo alle case.
"Maniman paghiamo più noi di rumenta" lamentano i cittadini. E come biasimarli, considerando che "abbiamo come una bomba sotto i piedi". Si domandano anche in che condizioni siano i tubi. Ma questo sarà un altro capitolo della nostra inchiesta.
IL COMMENTO
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