
Sul primo punto basta vedere Izzo che ha smesso di fare Beckenbauer e ad ogni pallone un minimo avventuroso lo spediva nel campo avversario così come si fa nel tennis, insomma dopo sono problemi degli avversari. Sia chiaro Izzo ha piede e veduta di gioco. E’ un difensore moderno, ma questo Genoa non si puo’ permettere specchi e fronzoli. Che siano gli altri a farsi in quattro per fare gol, basta regalare contropiedi e praterie deve aver detto Ballardini.
Poi la densità a centrocampo con Veloso libero davanti alla retroguardia, Bertolacci un po’ mobile ma sempre votato al sacrificio e Rosi e Laxalt piu’ determinati del solito con Rigoni a cantare e portare la croce. Risultato? Pochi palloni persi e Rosi in grado di rendersi pericoloso come altri suoi colleghi di reparto, vedi Bertolacci nel secondo tempo. Poi davanti ecco Pandev con Lapadula in panca, mentre in difesa l’altra novità è stata Spolli per Rossettini. Due carte vincenti.
E infine quei pochi minuti a Centurion sono stati un messaggio di apertura per l’argentino e per tutto lo spogliatoio, e Taarabt: il fantasista è stato recuperato da Juric, va detto, e anche a Crotone ha mostrato qualità tecniche e fantasia, ma è tutto il Genoa ad avere avuto un’altra testa e Ballardini in questo senso ha dato la scossa giusta. Ora seguiranno altri test, il cammino per la salvezza resta in salita, ma Perin e compagni hanno finalmente dimostrato di valere qualcosa.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti