A colpire Borrelli sono soprattutto le previsioni del tempo, che ultimamente hanno raddoppiato la loro frequenza, un bollettino ogni 12 ore: "Per quello che riguarda l'attendibilità, il modello ligure è tra i più affidabili. Lo dice la statistica: le previsioni che si avverano hanno una percentuale molto alta".
Il capo della Protezione civile parla di "sistema da esportare in altre Regioni", in particolare quelle sette che non si sono adeguate al sistema dei colori: "Le stiamo spronando - assicura Borrelli - ma ognuna ha il suo percorso". Un modello che, secondo il presidente Toti, dovrà servire per efficientare l'intero sistema nazionale: "La protezione civile ha bisogno di strumenti efficaci, che non possono essere quelli del codice degli appalti e nemmeno puo' avere 'lacci e laccetti'. Serve ridare efficacia ed efficienza alla Protezione civile e crediamo lo possa fare il Dipartimento nazionale, confrontandosi con le migliori pratiche delle regioni, come la Liguria. Sicuramente quello con il Dipartimento nazionale e' uno dei rapporti istituzionali di cui sono più soddisfatto".
Ma in Liguria i rischi non arrivano solo dal cielo. Nel 2016 l'oleodotto Iplom riversava litri di greggio in Valpolcevera, a pochi metri dalle case e arrivando a minacciare l'ecosistema marino. Le tubature del petrolio però sono escluse dalla direttiva Seveso, che prevede una severa disciplina sui rischi industriali: "Lavoreremo anche per questo - dice Borrelli - dobbiamo pungolare gli enti competenti a livello nazionale. Un'estensione della direttiva? Me lo auguro, ma dovremo valutare col ministero dell'ambiente".
"La settimana scorsa sono stato in Russia, lì hanno un'organizzazione sovietica, si parte dalle scuole - ha aggiunto Borrelli tornando all'incontro coi ragazzi nell'ambito dell'iniziativa #imparosicuro - però si parte da lì. La protezione civile come materia? È quello che vorrei fare, ne parlerò al ministro Fedeli".
IL COMMENTO
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