
"Di fatto con questo bacino potremmo ospitare qualsiasi nave al mondo oggi in servizio o in costruzione" sottolinea Ferdinando Garré, amministratore delegato di San Giorgio del porto e presidente di Chantier naval de Marseille (di cui dal 2016 è azionista anche Costa crociere al 33,3%). Ma l'obiettivo è continuare a puntare anche sullo storico cantiere San Giorgio di Genova. "Genova e Marsiglia sono due realtà diverse per mercati e dimensioni, vogliamo sviluppare entrambe con un progetto di complementarietà - spiega Garrè -, non metterle in concorrenza".
Navi più piccole a Genova (130 occupati 45 milioni di fatturato), che soffre di carenza di spazi ma punta sulla privatizzazione dei bacini di carenaggio che partirà a fine anno, e grandi a Marsiglia (135 occupati e 30-35 milioni di fatturato) dove ha spazi e tre bacini. San Giorgio del porto scommette anche su demolizioni, smaltimento e riciclo navale. Forte dell'esperienza acquisita con l'operazione Costa Concordia, l'azienda, la prima iscritta nell'albo speciale delle imprese di demolizione navale del ministero delle Infrastrutture e trasporti, ha costituito con la Fratelli Neri di Livorno la 'Piombino industrie marittime', polo per le attività di demolizione navale controllata.
"Siamo ancora in fase di rilascio delle autorizzazioni" precisa Garrè. In ogni caso "è un mercato che sta iniziando ora e i tempi saranno ancora lunghi". Intanto la holding Gin, Genova industrie navali, costituita nel 2008 dall'unione di San Giorgio del porto con i cantieri Mariotti, specializzati nella progettazione e costruzione di navi da crociera extra lusso, mega yacht e supply vessels, si è da poco rafforzata con l'ingresso di un terzo socio, la famiglia Negri e nuovi progetti di crescita.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale