
A parte il Quartetto che sembra condurre il nuovo corso genovese e ligure dopo le recenti sventagliate elettorali, composto dal sindaco Bucci, dal governatore Toti, dal superassessore Rixi (che all'adunata c'era ma non ha parlato) e dal presidente del porto Signorini, tutti sempre uniti, affiatati e ben accordati, il mazzo era ricco e ben composto.
Ma per amore di sintesi a noi piace estrarre solo qualche figura che è sicuramente emersa, estratta nel lungo dibattito da uno speaker veramente efficace e questo gli va riconosciuto a quell'Andrea Ferro, figlio di Pietro maestro di generazioni di cronisti.
In primis spicca il cardinale Angelo Bagnasco, che nella sua introduzione-benedizione non ha certo solo pronunciato un discorso rituale e di maniera davanti a cotanto tema laico del lavoro e dell'economia. E' un po' di tempo che Bagnasco approfitta delle occasioni meno liturgiche per affondare colpi e lanciare messaggi. Lo aveva fatto in occasione di un premio di Economia nella sala della Borsa. Lo ha rifatto davanti agli Stati generali riuniti picchiando sui valori forti della famiglia, della cultura, del lavoro, imprescindibili - a suo avviso - per lo sviluppo della città. Forse come sgravato dal peso della decennale gestione della Cei il cardinale non spreca occasioni e parole, anche quando non è sul suo pulpito.
Efficace e diretto è stato anche Aldo Spinelli, un altro che non spreca occasioni per battere i suoi chiodi e spingere sopratutto sul porto con il suo linguaggio un po'naif, ma sempre diretto, anche provocatorio nelle denuncie e nelle richieste
IL COMMENTO
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