
La decisione di non esercitare per intero l'opzione di salire al 28% del capitale dell'istituto ligure ha portato il titolo a perdere terreno in borsa, scivolando ben sotto il prezzo di 1 centesimo a cui sono state collocate le azioni della ricapitalizzazione, comunque interamente sottoscritta.
Sottoscrivendo l'inoptato dell'aumento di capitale di Banca Carige per 25 milioni di euro, Malcalza Investimenti ha aumentato la sua partecipazione in Banca Carige di una quota pari a circa il 5% del capitale. La partecipazione della holding della famiglia piacentina in Carige si dovrebbe attestare dunque attorno il 22,5% del capitale. Malacalza Investimenti aveva la facoltà di salire fino al 28%.
Malacalza Investimenti "continuerà dunque a sostenere la Banca nel suo ruolo di azionista al fine di valorizzare il proprio investimento e continuare a supportare il ruolo della Banca nel tessuto economico e sociale ligure". La famiglia Malacalza ha usufruito solo "parzialmente" del diritto a salire nel capitale di Carige "contribuendo" in ogni caso "al successo dell'aumento di capitale". Nella nota Malacalza Investimenti afferma di detenere "una partecipazione in Banca Carige al di sopra del 20%, soglia per il superamento della quale aveva chiesto e ottenuto l'autorizzazione della BCE".
IL COMMENTO
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