
E’ un’idea bellissima e generosa! Finalmente restituiremmo a due geni genovesi le chiavi culturali della città, da dove il violinista se ne è andato per trovare finalmente successo e l'architetto, pur avendo inventato la svolta urbanistica degli anni ’90, con la realizzazione del Porto Antico, non ha avuto la chance di insegnare in questa Università. Incredibile. Ma Genova è fatta così. Genera cervelloni e li manda via, salvo, poi, dopo decenni, pentirsene e cercare di riacciuffarli.
E poi Paganini e Piano rappresentano due spiriti ribelli nei loro campi: il primo ribelle a tutto tondo, “capriccioso”, fumino. Il secondo un “ribelle intellettuale” che ha restituito il mare a Genova. E scusate se è poco.
Come minimo avrebbero dovuto pregarlo in ginocchio di insegnare qui. Macché. E all’altro, il violinista, gli hanno pure demolito la casa natale, per innalzare quella meraviglia del complesso di via Madre di Dio.
Niccolò Paganini rispecchia superbamente il carattere genovese: ribellismo, spirito libero, mugugno e una discreta dose di sfiga.
Renzo Piano l’essenza della genialità contemporanea. Il rifiuto di ogni orpello inutile, la leggerezza del costruire e la trasparenza del costruito. Il non cancellare storia e radici, ma semmai esaltarne i contenuti.
Giusto celebrarli nel Palazzo della Cultura. Buon 2018!
IL COMMENTO
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