
Per questo gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per tentato omicidio. Per sopperire alla mancanza di una denuncia formale, oltre al ferito convocheranno a breve anche gli altri attivisti che hanno partecipato al volantinaggio. Solo in un secondo momento saranno convocati i militanti di Casapound che si trovavano in sede quella sera e che sono stati tutti identificati: sono quasi tutti genovesi e molto giovani. Alcuni farebbero parte dell'associazione giovanile di CasaPound Blocco Studentesco.
Questo elemento viene confermato anche da uno degli attivisti che ha partecipato al volantinaggio culminato nell'aggressione: "Quelli che ci sono venuti addosso erano tutti giovanissimi e tutti uomini - racconta l'attivista che chiede di rimanere anonimo per timore di ritorsioni - al contrario di quello che hanno scritto nel comunicato di Casapound di donne quella sera non ne abbiamo viste. Brandivano cinghie e bottiglie che hanno continuato a lanciarci fino in corso Buenos Aires".
L'attivista racconta che il volantinaggio era cominciato intorno alle 23 in piazza Alimonda: "A un certo punto abbiamo sentito urlare 'Daje, prendilo' e abbiamo visto venir giù di corsa dalla sede un primo gruppo. Siamo scappati verso corso Buenos Aires ma un gruppetto di 3-4 di noi è rimasto indietro ed è stato raggiunto. Non avevamo alcuna intenzione bellicosa, per questo ci siamo tenuti lontani dalla sede, volevamo solo fare controinformazione come già avevamo fatto in quella zona. L'azione è stata veloce, poi ho visto che il mio amico perdeva sangue dalla schiena".
IL COMMENTO
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