
Per permettere ai coniugi di tornare a casa manca solo l'ordinanza di revoca dello sgombero. "Questione di giorni", fa sapere Alessandro Costanzo, figlio del giudice. Tempi più lunghi invece per il rientro degli altri quattro abitanti sfrattati: un avvocato, una psicologa, un docente scolastico e un imprenditore.
La frana di Capolungo è uno degli smottamenti più importanti avvenuti a Genova negli ultimi anni, in tutto 7 mila metri cubi di roccia crollati in mare. Il comune di Genova a cui il tribunale nel febbraio del 2016 dopo lunghe e complesse liti legali ha imposto di intervenire per mettere in sicurezza il versante crollato ha messo a bilancio quasi 2 milioni di euro per l'intervento e avviato una serie di accertamenti propedeutici per il consolidamento del costone: rilievi topografici con laser per verificare se ci sono stati altri movimenti, sondaggi strutturali nelle case per verificare se sono collegate fra di esse, e carotaggi sino a 15 metri per accertare la consistenza del terreno.
L'esito positivo di queste verifiche ha confermato che la casa del giudice Costanzo (che in fase di perizia si era affidato allo studio del geologi Alfonso e Valeria Bellini) non è a rischio consentendo di avviare anche l'iter per il progetto complessivo che dovrebbe essere portato alla conferenza dei servizi in primavera: quindi non rimarrà che bandire la gara per l'affidamento dei lavori della messa in sicurezza del costone crollato. E a quel punto anche le altre quattro villette dell'Ottocento affacciate sul paradiso di Capolungo, per quattro anni un borgo fantasma, potranno tornare ad essere abitate.
IL COMMENTO
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