In via Serra un gruppo di manifestanti coperti dallo striscione "Genova Antifascisti" ha attaccato un pannello all'ingresso della sede di Lealtà e Azione. Poi, qualche momento di tensione quando il fronte si è avvicinato alle barriere della Polizia che chiudevano gli accessi alla sede di CasaPound in via Montevideo. Ma il servizio interno autogestito dagli organizzatori ha evitato sfondamenti. Poi il corteo è tornato in piazza De Ferrari attraversando corso Buenos Aires e via XX Settembre.
Bidoni e cassonetti chiusi con griglie, speciali barriere anti-sfondamento come quelle usate nel 2001 durante il G8 e 400 uomini tra poliziotti e carabinieri schierati dalla Questura per evitare scontri di strada. Sono le misure varate per il corteo transitato nei pressi delle sedi dell'estrema destra genovese. Un pomeriggio di disagi anche per la concomitanza del match Sampdoria-Torino in programma alle 18 a Marassi.
La manifestazione è coordinata da Genova Antifascista che ha chiesto di non portare bandiere. Per questo molte associazioni erano presenti coi propri militanti ma senza dare adesione formale. Un corteo determinato ma pacifico, come nelle intenzioni degli organizzatori. Ma a preoccupare le forze dell'ordine è la presenza di gruppi giunti a Genova da Roma, Milano, Torino, Bologna e Pisa. Il timore era che qualcuno tentasse di sfondare i blocchi allestiti in via Montevideo e piazza Alimonda per schermare la sede di CasaPound.
IL COMMENTO
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