La partenza è avvenuta alle 16.30, con un'ora e mezza di ritardo rispetto al programma. In via Serra un gruppo di manifestanti coperti dallo striscione "Genova Antifascista" ha attaccato un pannello all'ingresso della sede di Lealtà e Azione, movimento di estrema destra. Sopra ci sono scritti i nomi di militanti morti in occasione di scontri o aggressioni, tra cui Carlo Giuliani. Poi, qualche momento di tensione quando il fronte si è avvicinato alle barriere della Polizia che chiudevano gli accessi alla sede di CasaPound in via Montevideo. Ma il servizio interno autogestito dagli organizzatori ha evitato sfondamenti.
Gli unici danni si registrano alle vetrine di una banca e un'agenzia immobiliare vicino a piazza Tommaseo. Poi il corteo è tornato in piazza De Ferrari attraversando corso Buenos Aires e via XX Settembre.
Prima del corteo cinque persone provenienti prevalentemente dal nord est sono state fermate dalla Digos in centro storico a Genova prima della partenza del corteo antifascista e portate in Questura perché avevano negli zaini indumenti neri e piccole mazze. Sono stati tutti rilasciati in serata: due di loro sono stati denunciati a piede libero per porto di oggetti atti a offendere.
A vigilare sull'ordine pubblico sono stati 400 uomini tra polizia e carabinieri schierati dalla Questura. Per sbarrare la sede di CasaPound sono stati usati gli 'alari', speciali barriere mobili usate anche nel 2001 durante i fatti del G8. Nessuna criticità, infine, per la concomitanza del match Sampdoria-Torino che preoccupava le forze dell'ordine.
IL COMMENTO
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