
"Noi siamo protetti per i prossimi tre o quattro anni perché in graduatoria ci sono circa 500 persone - spiega Canepa - ma l'esodo sarà molto forte. Il numero dei 340 è calcolato sulla base dell'uscita a settant'anni, ma io stesso sarò tra quelli che andranno in pensione prima. Il nostro istituto previdenziale prevede un vantaggio economico. In alcune zone d'Italia, come in Lombardia, la situazione è drammatica".
Anche per questo i medici di famiglia aderiranno al mega sciopero della sanità pubblica previsto per il 23 febbraio. "Attualmente non esiste un modello alternativo - spiega Canepa - a meno che non ci sostituiscano con figure professionali un po' meno qualificate". Canepa parla degli infermieri: "Lo dico piano, ormai sono tutti laureati e hanno competenze che 20-30 anni fa non avevano. Ma, con tutto il rispetto, non sono medici".
E poi, una verità innegabile. La medicina generale non piace più ai giovani. Anche perché lo stipendio non è quello di una volta: "La valorizzazione economica ha subito un drammatico ridimensionamento, ma i privilegi della professione medica degli anni '50 e '60 oggi sono azzerati".
IL COMMENTO
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