
E dopo le prime reazioni del mondo politico è arrivata anche la posizione di Confindustria Genova sulla necessità e l'importanza per il futuro della città dell'opera:
"Sarebbe risibile, se non fosse che occuparsene distoglie tempo ed energia a cose oggettivamente più importanti, come creare lavoro e benessere sociale, tornare a ribadire per l'ennesima volta i motivi che rendono necessario un collegamento ferroviario moderno (non più moderno, essendo stata aperta la Succursale dei Giovi nel 1889) tra Genova e la pianura padana.
Per oltre 100 anni la necessità, chiarissima e ben documentata, è rimasta inevasa, bloccata dallo stesso mix di veti incrociati e incapacità decisionali che hanno provocato le sfortune della nostra città. Questo fino a quando si sono verificate le condizioni politiche, tecniche ed economiche per tradurre un'esigenza in progetto e il progetto in un cantiere integralmente finanziato, arrivato oggi a 3 anni, massimo 4 dalla sua conclusione.
I motivi dell'opportunità della nuova linea, oltre che evidenti, sono stati ponderati in processi amministrativi che hanno riguardato sia la valutazione della rete infrastrutturale sia il tracciato dell'opera; processi rispondenti a principi di legalità, partecipazione e trasparenza, come accade in tutti i Paesi civili del mondo. Ma immaginare di disconoscere tutto questo senza considerare gli accordi contrattuali in essere, la perdita di lavoro delle migliaia di maestranze, i miliardi di euro sprecati, i costi supplementari dei ripristini e, non da ultimo, l'inesistenza di soluzioni alternative che non si configurino come la rimozione sine die del problema, è più che risibile. Condanna tutti noi alla perdita di ogni fiducia sul valore della parola data e sulla prospettiva ragionevole di un futuro migliore".
IL COMMENTO
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