A certi ingredienti non si può rinunciare: i pinoli, l'aglio e naturalmente il basilico. Ma il sale? Al Pesto Party di sabato sera, evento che chiude il campionato mondiale al Ducale, i ristoratori di Liguria Gourmet proporranno una variante della salsa al mortaio a zero sodio.
È una delle novità della campagna WASH (World Action on Salt & Health), presentata in Camera di Commercio per la 12esima edizione della settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale che si sovrappone esattamente a quella del pesto.
In parte è anche una risposta al 'caso Guardian' scoppiato lo scorso ottobre: la testata britannica aveva bocciato la salsa genovese perché "contiene troppo sale". Da quell'articolo era scattata un'eccezionale mobilitazione in tutta la regione, con vasetti inviati in redazione e una doverosa precisazione: il pesto al mortaio non è quello del supermercato. E addirittura - ci dicono oggi - al sale si può benissimo rinunciare.
Alla presentazione sono intervenuti Alessandro Cavo, in rappresentanza della Giunta camerale, Paolo Simonetti per la SINU e Roberto Panizza, Presidente dell’Associazione Palatifini e ideatore del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio. La Camera di Commercio di Genova aderisce all’iniziativa, portandola all’interesse del grande pubblico sul palcoscenico del campionato, che si svolgerà sabato 17 marzo.
"I ristoratori Genova Liguria Gourmet - ha annunciato in apertura Alessandro Cavo - da sempre partner del Campionato e protagonisti del Pesto Party previsto sabato sera a conclusione del Campionato, proporranno una variante del pesto senza sale, in segno di adesione alla campagna WASH".
“In realtà il pesto - ha proseguito Roberto Panizza - è una salsa equilibrata e per propria natura in linea con il principio di un utilizzo modico del sale; l’eventuale eliminazione di quest’ultimo è compensata dalla presenza del formaggio e dell’olio".
"Abbiamo intitolato la campagna 2018 Mano sale? Si può: 5 vie per 5 grammi - ha aggiunto Paolo Simonetti - per divulgare 5 accorgimenti che possono portare al raggiungimento dell’obiettivo di un consumo giornaliero di sale di 5 grammi, ovvero un cucchiaino da caffè: utilizzare in cucina erbe e spezie per insaporire il cibo; consumare in abbondanza frutta, verdura e legumi; controllare bene le etichette facendo la spesa; scegliere prodotti da forno o confezionati che contengano poco sale; educare dall’infanzia a un consumo moderato di sale".
Nel corso della conferenza stampa è stato firmato un protocollo d’intesa tra Camera di Commercio di Genova e SINU per rafforzare la collaborazione che ha già prodotto numerose iniziative di successo dal 2014 a oggi.
Tra le iniziative di sensibilizzazione promosse dalla SINU il questionario di autovalutazione del consumo personale di sale disponibile sul sito dell’Associazione nella pagina dedicata.
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Pesto genovese, senza sale si può? Via libera alla variante 'zero sodio'
Verrà presentata a margine del campionato mondiale
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