
Verranno illustrati gli strumenti finanziari disponibili a livello comunitario, nazionale e regionale per le imprese e discutere delle opportunità di sviluppo nell’ambito della programmazione UE post 2020. L’evento è rivolto ad imprese di qualsiasi settore economico, associazioni di categoria, Enti di credito e pubblica amministrazione.
Nel rapporto 2017 sulle condizioni di accesso al credito delle pmi in Europa, pubblicato a fine anno dalla Commissione europea e Banca europea per gli investimenti, si evince che il tema dell’accesso al credito continua a figurare tra le principali problematiche per una media del 7% delle imprese europee, anche se con valori diversi tra i Paesi UE ed in costante decremento nell’ultimo quinquennio.
L’Italia fa registrare in media una percentuale maggiore di PMI (8%) che affermano di riscontrare difficoltà nell’accesso al credito rispetto alla media europea, risultando insieme alla Francia, la sola altra grande economia europea dove questa problematica è più sentita.
A livello europeo, tuttavia, va sottolineato come la problematica dell’accesso al credito mostri un’incidenza percentuale maggiore nelle seguenti tipologie di pmi: 14% per quelle con massimo 2 anni di anzianità; 14% per le imprese in rapida espansione ('gazzelle'); 12% per le imprese sino a 9 dipendenti e 11% per le imprese innovative.
Una sensibile differenza tra la media europea e l’Italia si riscontra nella tipologia di fonti di finanziamento utilizzate dalle pmi: se in Europa il finanziamento tramite bandi di gara viene utilizzato dal 31% delle PMI, in Italia questo dato sale al 50%; se il 12% delle PMI europee ricorre all’equity, in Italia questo parametro scende al 2%. Le fonti che accomunano le pmi italiane al resto dell’UE sono il sistema bancario e le linee di credito, che risultano essere le principali fonti finanziarie per il 48% delle PMI.
IL COMMENTO
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