
"Non si sono ancora verificate le condizioni di mercato utili ad emettere un prestito subordinato con le caratteristiche attese", informa una nota della banca al termine della riunione nella sede della banca. L'operazione era stata annunciata a febbraio ma i primi incontri per l'illustrazione agli investitori istituzionali, hanno consigliato di aspettare.
Per quanto riguarda i crediti, il cda ha deciso di procedere con la dismissione di un ulteriore portafoglio di crediti in sofferenza, fino all'ammontare di 1 miliardo, attraverso la cartolarizzazione pubblica avvalendosi delle garanzie statali (Gacs), da avviare entro la seconda parte del 2018 e completare il prossimo anno.
Confermata inoltre la cessione già prevista di Utp (Unlikely to pay), indempienze probabili, per un ammontare lordo di 500 milioni circa entro il 2018 e altri 200 milioni nel 2019. "Il combinato delle operazioni di cessione e stralcio, da un lato, e della gestione del credito deteriorato, dall'altro, concorrerà ad accelerare la riduzione dello stock complessivo del 56% dai livelli di fine 2017 (-34,5% la riduzione realizzata nel 2017)" spiega una nota della banca.
In questo modo nel 2020 l'importo del credito deteriorato sarà pari a circa 2,1 miliardi (1 miliardo al netto dei fondi svalutativi), un "livello significativamente migliore rispetto ai target Srep (4,6 miliardi per il 2018 e 3,7 miliardi per il 2019)" conclude la nota. Con l'approvazione del perfezionamento degli accordi per l'esternalizzazione a IBM Italia del sistema informativo di gruppo, Carige ha avviato formalmente anche l'iter per l'autorizzazione della BCE.
IL COMMENTO
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