
Per la procura, Pinceti avrebbe ricoperto incarichi in società private oltre a aver svolto attività da libero professionista, tutti ruoli incompatibili con la sua carriera universitaria, prima da ricercatore e poi da docente a tempo pieno. Per la procura, inoltre, ci sarebbe l'occultamento doloso del danno in quanto il docente non avrebbe mai chiesto per alcun incarico l'autorizzazione all'università così come previsto dalla legge.
La procura contesta un danno erariale pari agli emolumenti percepiti per la libera professione dal 1996 al 2014 per quasi due milioni e mezzo di euro. Stesse contestazioni per il collega Roberto Revetrio, anche lui docente di ingegneria, cui la procura contabile chiede un risarcimento di 47 mila euro. Nel suo caso, a finire nel mirino della magistratura contabile sarebbero state alcune consulenze che, secondo la difesa, erano incarichi di cui l'università era a conoscenza e aveva autorizzato.
IL COMMENTO
"Ti ricordi Bilancia?" 17 vittime scelte per odio e per caso
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico