cronaca

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Prima hanno dato fuoco a parte dell'arredamento della cella, poi hanno impugnato le gambe dei tavoli per inscenare una protesta. E' questo quanto accaduto ieri sera in una cella del carcere di Marassi a Genova. Protagonisti 4 detenuti tutti di origine italiana che hanno deciso di compiere l'insolita e rischiosa protesta.


Ci sono volute circa due ore agli agenti della polizia penitenziaria per spegnere il rogo, mettere in sicurezza e riportare la tranquillità all'interno del carcere. Fondamentale in questo senso anche la collaborazione prestata dagli altri detenuti.  Dura la condanna arrivata dalla Uilpa, il sindacato della polizia penitenziaria, che pone ancora una volta l'accento sui costanti rischi che corrono gli agenti nello svolgere il proprio lavoro in carcere. "E' una situazione da bollino rosso - spiega il segretario regionale Uilpa polizia penitenziaria Fabio Pagani. Abbiamo già da tempo denunciato il ripetersi di questi fatti o simili che non possiamo certamente tollerare".

Ad originare la protesta dei quattro carcerati, rinchiusi al quarto piano della struttura di Marassi, sarebbe stata una problematica legata alla condizione sanitaria in cui versano. Ma lo stesso Pagani sottolinea che appena pochi giorni prima in quella stessa cella era stato trovato e sequestrato un telefono cellulare. Caso che potrebbe aver influito in modo determinante sulla protesta inscenata giovedì notte dai quattro detenuti. "Una situazione pericolosissima che sarebbe potuta finire in tragedia se non ci fosse stato il pronto intervento degli agenti che hanno riportato l'ordine nella struttura" spiega ancora il segretario regionale Uilpa Pagani. 

Quello di ieri sera è infatti solo l'ultimo episodio di agitazione che vede coinvolti i detenuti del carcere genovese. In passato si sono volte più volte verificati casi di aggressione nei confronti degli agenti penitenziari in servizio. 
Situazioni spesso legate a un vero e proprio sovraffollamento negli spazi della struttara penitenziaria che non permettono una migliore gestione degli stessi. All'interno del carcere di Marassi sono infatti attualmente presenti oltre 715 carcerati. "Mancano gli spazi e anche se volessimo creare una sezione a parte per i detenuti violenti, come da tempo chiediamo, non potremo farlo - precisa ancora Pagani. L'unica soluzione è quella di trasferirli. Ma serve un intervento del governo per risolvere le problematiche del carcere di Genova che sono poi le stesse di tutti gli altri carceri italiani" conclude il segretario regionale Uilpa.