
Si faccia o no, il ruolo del Pd a Genova e nel Tigullio è a dir poco ininfluente. Quando alcuni poveri consiglieri di buona volontà e certa rettitudine come Alberto Pandolfo, Cristina Lodi, Alessandro Terrile, parlano, protestano, chiosano, si ha la sensazione che non li stia a sentire nessuno. Primo a non sentirli il loro elettorato, sbiadito dalla sconvolgente evoluzione della crisi post elettorale.
Gli sconfitti hanno quasi sempre un ruolo. Gli Inesistenti no. Il rischio del Pd è che diventi inesistente, a macerarsi su proteste e opposizioni che non riescono a raccogliere il minimo di consensi. Le stesse facce di dieci anni fa non reggono più l’impatto violento con una realtà cambiata completamente ( magari non in bene) ma stravolta dalle fondamenta, nelle regole, nei rituali, negli interessi.
Il destra-sinistra o sinistra-destra dei grillo leghisti, a seconda dell’attimo della trazione, o Di Maio o Salvini, ha sbaragliato anche il notabilato locale del partito, ancora legato o affezionato a temi che , letti a tre mesi dalle elezioni sembrano lunari.
Ecco, anche a Genova il Pd dovrà scendere dalla luna. In Liguria, grazie a sindaci come Enrico Ioculano, Mirco Bardini, Paolo Pezzana, il buon nome del partito tiene. Il lavoro grosso va fatto in casa di Bucci.
IL COMMENTO
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