
I sette stranieri indagati hanno percepito indebitamente dalle casse dell'Istituto di previdenza 267 mila euro, circa la metà di questa cifra è stata recuperata dal sequestro dei conti correnti. Fra gli indagati salta all'occhio un cittadino di Israele, anche se la maggior parte degli truffatori sono nordafricani, sudamericani e albanesi. La pensione sociale è una sorta di "reddito di cittadinanza" ma, come rilevato dai finanzieri e dagli specialisti dell'Ufficio Immigrazione della questura che più volte in passato hanno scoperto illeciti dello stesso tipo, non è facile controllare che il beneficiario della pensione ne goda rimanendo in Italia. La prova principale sono i visti sui documenti e di conseguenza sulle banche dati ministeriali al momento dell'espatrio, ma se uno straniero esce dall'Italia da un'altra nazione dell'Unione europea l'espatrio non è segnalato all'Italia e di conseguenza all'Inps. Il servizio svolto dai finanzieri del I Gruppo Genova si incardina in una più ampia attività tesa al contrasto delle truffe perpetrate ai danni dell'Inps e degli altri enti di previdenza, che negli ultimi anni hanno avuto un deciso incremento grazie ad un protocollo d'Intesa tra la Guardia di Finanza e l'istituto di previdenza.
IL COMMENTO
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