
"A me preoccupa che l'investitore non ritiri la sua manifestazione di interesse - ha proseguito Toti -. Se serviranno dieci giorni di più per verificare la situazione, abbiamo aspettato tanto, certamente non ci impiccheremo per un mese di proroga, soprattutto in piena estate".
Il governatore ligure sottolinea l'importanza per l'industria italiana che l'ilva continui a produrre e dare occupazione in Italia: "Alla fine il risultato deve essere quello - continua Toti - perché, proroga o non proroga, una potenza industriale come l'Italia non vive senza l'acciaio. Ilva vale un punto del nostro Pil che fatica a crescere, l'acciaio è fondamentale per Taranto, per Genova, per Novi Ligure e per tutto il nostro paese quindi in quella direzione bisogna andare, bisogna fare in fretta perché la pubblica amministrazione e i governi possono prorogare ma spesso le aziende non hanno la stessa possibilità".
Poi arriva la richiesta esplicita al nuovo esecutivo di fare una sferzata alla situazione: "Questo governo dichiari chiaramente di ritenere la siderurgia un settore strategico per la settima potenza industriale del mondo e la seconda manifattura di questo continente. A me interessa che questo governo confermi gli impegni presi dai precedenti esecutivi con l'accordo di programma per Genova - conclude - e si impegni a mantenere Ilva, che produce un ottimo acciaio, è un'azienda produttiva e attiva e che può essere rilanciata da un partner che ha vinto la gara e che ha diritto di esercitare l'attività industriale con i programmi che ha presentato".
IL COMMENTO
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