
"Vi sono situazioni meteo, eventi importanti che segnano la storia della navigazione, delle coste e dei porti del Mediterraneo. Le condizioni meteomarine verificatesi lunedì sono certamente tra queste" afferma l'esperto Gianfranco Meggiorin, di Navimeteo Marine Weather Forecasters che, insieme a Federico Brescia Velikopoljsky, ha analizzato il fenomeno dal punto di vista tecnico-meteorologico e oceanografico. Un forte sistema depressionario si è approfondito sulle Baleari e in veloce risalita sul Mar Ligure ha portato piogge torrenziali, venti impetuosi e forti mareggiate. La giornata è iniziata con un forte temporale sullo spezzino che stazionando sulla zona per circa 2 ore a causa della convergenza di venti da Sud e Sud Est, ha provocato allagamenti in tutta la città. All'interno del fenomeno erano presenti venti di downburst (violenta colonna di aria fredda che scende dal cumulonembo a terra) tali da far rompere gli ormeggi ad una nave da crociera. Verso il mezzogiorno la parte perturbata ha iniziato ad interessare anche le zone centrali della regione scaricando importanti quantità d'acqua. Con la risalita del minimo depressionario i venti hanno iniziato a spingere più forte e a disporsi più da Sud-Sud Ovest attorno agli 80-90 km/h con raffiche massime fino a 180 km/h registrate a Marina di Loano. Il mare di conseguenza ha raggiunto onde di 6-7 metri con un'onda di picco massima di 10 metri e mezzo (boa di Capo Mele- ArPal). Oltre al vento e all'altezza delle onde, si è verificato un altro fenomeno, denominato "Surge", che ha peggiorato il quadro: la violenta e profonda depressione ha infatti innalzato il livello del mare provocando situazioni costiere simili a quelle causate da depressioni tropicali e uragani.
IL COMMENTO
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