cronaca

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 Una vera e propria entrata a gamba tesa nei confronti dei vertici aziendali. E' un attacco durissimo quello che i sindacati fanno nei confronti del managment di Amiu, la municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti a Genova. Al centro le polemiche legate alla necessità, o meglio l'obbligo, di trasportare il materiale raccolto fuori dalla regione. Circostanza che provoca come conseguenza l'aumento dei costi che va poi a ricadere proprio sui cittadini. Ma non è solo questo a provocare le lamentale dei rappresentanti dei lavoratori.


"Manca il direttore dei servizi - spiega Umberto Zane, Rsu Amiu -. Si tratta della figura che coordina e organizza il servizio. C'è stato un bando datato il 3 luglio, ma poi non abbiamo avuta nessuna notizia. Siamo molto delusi. Gli operatori ci mettono tanta buona volontà, ma senza qualcuno che dia indicazioni e si occupi del coordinamento non si può fare molto". Ma i sindacati di categoria se la prendono anche con l'amministrazione: "Avevano garantito e firmato un accordo per la costruzione di impianti, ad oggi sono rimaste solo belle parole ma di concreto non c'è nulla - spiega ancora Zane -. Intanto noi continueremo a potare i rifiuti fuori regione almeno fino al 2021".

E così tra i lavoratori si fa sempre più largo l'ipotesi della mobilitazione con conseguente sciopero e blocco delle attività. "Faremo una serie di assemblee, poi prenderemo insieme delle decisioni, così non si può andare avanti - aggiunge il rappresentante Rsu -. Sono passati tre mesi dal crollo di ponte Morandi e non è cambiato nulla. Ora è arrivato il momento di trovare una soluzione".
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