
Per Maurizio D'Amico, segretario generale di Femoza (World Free & Special Economic Zones Federation), Zes, Zls e zone franche possono contribuire anche al successo del coinvolgimento dell'Italia nella Belt and Road initiative,la nuova Via della seta, ma "l'Italia dovrà modificare e migliorare il quadro normativo che le riguarda e concentrarsi su una coraggiosa sburocratizzazione".
Zes e Zls potrebbero anche favorire sinergie fra armamento nazionale e portualità, ha spiegato Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, critico invece sulla riforma della governance portuale: "Ha ridefinito le modalità di partecipazione degli stakeholders nei processi decisionali delle Autorità di Sistema Portuale allontanando di fatto l'armamento nazionale dalla definizione della politica portuale".
IL COMMENTO
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