
L’ultimo nome speso è addirittura quello di Gianluca Vialli, che tra l'altro ha recentemente svelato di stare lottando contro una grave malattia. "Basta con queste stronzate - ha detto Ferrero a Primocanale - la Sampdoria non è in vendita, è da quando sono arrivato che che mi si rompono i cog... su questo argomento. Se Genova non vuole uno come me che vuole far crescere la società al posto che merita, si organizzi una colletta e io me ne vado".
Ferrero è un fiume in piena e fissa anche il prezzo dell'eventuale cessione della Sampdoria: "Duecento milioni. Se Vialli o chiunque altro viene con 200 milioni in bocca, la società è sua".
Questo lo sfogo di Ferrero, che però per la prima volta ha anche rivelato quanto valuta la Sampdoria, considerando che sotto la sua gestione la società (ricevuta da Edoardo Garrone con pochissimi debiti e le necessarie garanzie bancarie) può vantare bilanci in attivo, ha varato un importante piano di investimenti immobiliari a Bogliasco e possiede un parco giocatori (giovani e di proprietà) di assoluto valore e prospettiva.
L’unica certezza al momento è che il prossimo 28 dicembre è fissato un consiglio di amministrazione della Sampdoria in cui Ferrero dovrebbe restare presidente e il nipote Giorgio uscire, per distinguere in maniera chiara la personalizzazione degli interessi sportivi da quelli cinematografici del gruppo, finito di recente nel mirino della Guardia di Finanza e della Procura di Roma con una serie di accuse che dovranno essere chiarite in sede giudiziaria.
Se qualcuno, anche sotto forma di fondo di investimento, fosse interessato all'acquisto della Sampdoria, società appetibile finanziariamente molto più oggi di quando passò di mano l'ultima volta, nel 2014, troverebbe terreno fertile ma dovrebbe mettere mano al portafoglio: Ferrero chiede 200 milioni.
IL COMMENTO
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