
Matteo Renzi ha presentato il suo libro al teatro della gioventù, nel giorno della ripresa del suo 'tour' stoppato dall'inchiesta che coinvolto mamma e papà: “Non è pensabile essere giustizialisti con gli avversari e garantisti con gli amici” ha detto l'ex premier davanti alla sua platea.
In sala a Genova c'erano i renziani liguri, ma anche alcuni 'ospiti' come Maria Elena Boschi. Presenti anche la renzianissima Raffaella Paita e Roberta Pinotti che invece dentro il PD ha preso una strada diversa e ora sostiene Zingaretti.
In prima fila anche Pippo Rossetti, Alberto Pandolfo e pure il sovrintendente del Carlo Felice Maurizio Roi.
"Non sono qui per candidarmi - ha detto poi Renzi - sono qui per una battaglia culturale contro il cialtronismo elevato ad azione di governo. Non è vero che i posti di lavoro in Italia sono aumentati, dal primo giugno 2018 sono diminuiti di 75 mila unità, quelli a tempo indeterminato sono diminuiti di 122 mila unità, da quando ci sono questi si è fermato tutto".
E poi sul Salvini: "meglio perdere voti che perdere la dignità. Il punto di Salvini è che scommette sulla paura, questo è il suo elemento chiave. Noi siamo quelli che sull'immigrazione siamo andati a perdere voti, perché abbiamo detto che è meglio perdere voti che perdere la faccia. Io potrò dire ai miei figli che in un periodo particolare ho fatto di tutto per salvare le vite umane".
"Dieci anni fa Salvini tirava le uova addosso ai carabinieri, era l'unico conduttore radiofonico che faceva il tifo per la Francia, non stupiamoci se fra dieci anni Salvini farà il volontario di una ong che salva i migranti nel Mediterraneo.."
Ma Renzi non risparmia una battuta a chi lo ha criticato da sinistra: "Chi mi ha fatto la guerra a sinistra oggi vede le conseguenze".
IL COMMENTO
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