
È quanto afferma Coldiretti Liguria, su rielaborazione dati Unioncamere, dove il trend positivo registrato nel 2018 mostra la lenta, ma continua ripresa, del sistema produttivo locale, dopo la grave crisi economica che aveva messo in ginocchio l’intero Paese. Su circa 163mila imprese attive in Liguria, emerge che l’8% sono condotte da giovani imprenditori, dato leggermente inferiore alla media nazionale, mentre il 22% è rosa. In questo panorama il settore primario locale si stabilisce tra i primi posti della classifica per quanto riguarda la scelta l’imprenditoria giovanile e femminile, dato che mostra la dinamicità e possibilità di sviluppo del settore, dove si va dal recupero di biodiversità e tradizione antiche fino alla sperimentazione di nuove filiere produttive.
“Il settore primario in Liguria – affermano il presidente di Coldiretti Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è un comparto economico sempre vivo e dinamico che, nonostante le difficoltà morfologiche del territorio e la presenza di grandi aree boschive, produce grandi eccellenze e permette di sperimentare diverse colture e nuove formule economiche vincenti. Non è, quindi, soltanto una regione a vocazione turistica come molti credono, ma ha una tradizione contadina millenaria, e prodotti che sono bandiere importanti del Made in Italy. Proprio per questo è incoraggiante il fatto che il numero di imprese, condotte da giovani e donne, stia registrando un buon andamento, dato che mostra un rinnovato interesse da parte dei liguri nei confronti del proprio territorio, della sua valorizzazione e salvaguardia e che, allo stesso tempo, mette in evidenza un aumento della domanda del consumatore, che ricerca sempre più spesso prodotti locali interamente a chilometro e miglio zero”.
IL COMMENTO
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