
Gli indagati sono accusati a diverso titolo di trasferimento fraudolento di valori, ipotesi di reato che ha portato ai sequestri preventivi. Obbligo di firma per il figlio di Taverna a cui erano intestati i due locali e ad una terza persona che forse potrebbe aver fatto da prestanome per l'officina.
Masottina e Taverna erano già finiti in carcere a gennaio del 2018, nell'ambito dell'operazione 'Andalusia 1'. Il primo venne fermato con quasi 59 kg di marijuana e il secondo con 4 kg di hashish nascosti in un'autorimessa. È stato a margine dell'inchiesta per droga che sono partiti gli accertamenti patrimoniali e l'indagine 'Andalusia 2', condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dal procuratore di Imperia Alberto Lari. È così risultato che i proventi della droga venivano investiti in attività lecite.
IL COMMENTO
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