
Alla convention di Giovanni Toti "non ho visto alcuna tendenza di scissione", ribatte Mara Carfagna, che assieme al governatore ligure e' coordinatrice di Forza Italia. "Ho notato viceversa energie positive e voglia partecipare. Quelle persone vanno rispettate perché credono in Forza Italia, vogliono proiettarla nel futuro rendendola di nuovo grande e non credo che si accontentino di chiudersi nel recinto dei tifosi dell'uno o dell'altra". Ma, avverte Carfagna, "chi crede di poter pensionare Berlusconi è un mitomane. E non mi sembra che Toti lo sia".
Dal palco del Teatro Brancaccio il governatore ligure dal canto suo aveva assicurato: nessun intento scissionista. Ma nemmeno indulgenza per un gruppo dirigente che, a suo avviso, sta ignorando la crisi profonda del partito. “In dieci anni con Forza Italia siamo passati dal 40 al 6% e qualcuno ancora dice 'tutto sommato non è andata cosi male'. Stiamo andando verso lo zero assoluto. Siamo qui perché non possiamo andare avanti cosi".
Ed è a questo punto che Toti ha fatto partire l'artiglieria nei confronti degli attuali dirigenti di Forza Italia. “Dobbiamo tornare a essere un grande movimento di popolo, ciò che non siamo più stati negli ultimi anni. Abbiamo smesso di frequentare il popolo. Indignarsi dalle Maldive, a bordo piscina, per il reddito di cittadinanza, o fare vendemmia con le borse di Chanel, non funziona. Riarrotoliamo le maniche della camicia e torniamo a dare risposte a quel popolo. Questa è la classe dirigente che dobbiamo selezionare". Parole che hanno irritato (e non poco) la nomenclatura ‘azzurra’ pronta per le vacanze nella canicola di luglio.
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IL COMMENTO
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