
Del resto il turismo, in una regione che ha perso altre importanti vocazioni economiche, resta un volano determinante per la nostra ricchezza e un calo così drastico in un mese tanto importante è fonte di inevitabile preoccupazione.
Ma, ed è questa la tesi difensiva dell’assessorato al turismo della Liguria, non si può negare che dal punto di vista meteorologico questo mese di maggio sia stato terribilmente anomalo, con temperature molto basse accompagnate da piogge tanto intense quanto costanti.
Tutto qui? Probabilmente no, come fa notare il consigliere regionale grillino Fabio Tosi: “Il meteo ha certamente influito ma la pioggia ha forse fermato il turismo culturale nelle altre città italiane? Non si vive di solo mare”.
“I tappeti rossi non bastano ad attirare turisti – sostengono i consiglieri Pd Rossetti e Lunardon – sarà meglio che l’assessore Berrino cambi strategia”.
Ma l’assessore in persona non ci sta, elenca i dati meteo dei fine settimana di maggio (tutti climaticamente terribili, tra piogge intense e allerte gialle) e rivendica il lavoro fatto in questi anni, soprattutto dopo il drammatico crollo di ponte Morandi: “Ciò che è accaduto nel 2018 - spiega Berrino - ha avuto una ricaduta negativa in tutto il mondo e, nonostante ciò, il turismo in Liguria è rimasto competitivo. Siamo certi, come Regione, di aver preso le contromisure e le iniziative giuste, non di facciata o di immagine ma di sostanza: la presenza in Europa negli eventi e nelle fiere di settore, la lotta all'evasione sulle case in affitto a uso turistico, l'aiuto agli operatori con il patto per il turismo. I risultati, al di là di una situazione eccezionale come quella registrata a maggio, si vedono, e i numeri sul lungo periodo lo confermano: dal 2015 il segno è ancora positivo, nonostante tutto quello che è successo. Il raffronto 2019 su 2015 evidenzia un + 3,57% di arrivi e un + 2,59% di presenze".
IL COMMENTO
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