
Non posso dire “ho preso coraggio e sono andata a donare” perché la donazione per me è e deve essere un gesto naturale, una sorta di obbligo morale che dovrebbe essere insito in ognuno di noi. Donare il sangue è un piccolo gesto della durata di dieci minuti che può cambiare la vita ad un’altra persona. Penso che noi giovani dobbiamo essere i primi a esprimere questo gesto di solidarietà. Dobbiamo liberarci dalle corde dell’egoismo, alzarci la mattina e dire “Oggi voglio fare qualcosa di buono”. Anche chi non può donare – per motivi di salute o altro – può contribuire alla causa in modi diversi, perché AVIS è anche promozione del dono e spesso noi ragazzi ci divertiamo tantissimo ad organizzare eventi a tema.
Spesso sento dire dai miei coetanei “Perché proprio io? “, ecco, io rilancio sempre con “Perché NON io?”. L’emergenza sangue, purtroppo, non smetterà di esistere ed è per questo che abbiamo bisogno di donatori periodici, di persone che facciano della donazione una sorta di routine.
Mi ricordo ancora la prima volta che sono andata a donare: non nascondo che avevo paura dell’ago, ma gli infermieri con me sono stati gentilissimi. Nel mentre che donavo guardavo la tv, chiacchieravo con loro, con gli altri donatori e alla fine mi hanno ringraziata con sincerità. È stato quello a colpirmi più di tutti e quei pochi minuti che ho “sacrificato” della mia mattina sono diventati una speranza e un aiuto concreto per qualcun altro.
Donare il proprio sangue è un gesto d’amore che ognuno di noi deve attuare.
*Fabiana Vignolo - Donatrice e volontario Avis
IL COMMENTO
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