
Cosi sarà la Liguria, con le elezioni regionali del 2020 a offrire la prima occasione al nuovo governo di provare a riconquistare il potere a Nord. Impresa titanica considerato il buon nome del governatore Toti che viene dato vincente anche alle prossime regionali.
Avrà, quindi, un ruolo importantissimo il leader che rappresenterà il Pd della Liguria. Chi sara’ questo leader? Beh se davvero Andrea Orlando, spezzino, ex ministro della Giustizia nel governo Gentiloni, dovesse diventare vicepremier, è nei fatti anche un suo ruolo primario nella nostra regione. Passerà dal suo tavolo la scelta del candidato, cosi come (tema lanciato su questo sito alcuni giorni fa da Maurizio Rossi) passerà la cucitura indispensabile di una alleanza Pd-5S come è emerso dalle dichiarazioni di alti esponenti del Pd in Emilia Romagna e Toscana, territori prossimi al voto.
E sarà tutto da costruire un assetto completamente nuovo del Pd in Liguria. Per esempio capendo il ruolo di un personaggio di punta dei renziani doc, Raffaella Paita, spezzina come Orlando.
Con una buona dose di pragmatismo, bisogna convincersi che con la Liguria si giocano partite non solo locali, ma nazionali. Cioè la verifica a sei mesi, della tenuta di un governo appena inventato, con lo scopo principale di far saltare il salvinismo dei pieni poteri.
Ma anche la tenuta dei partiti che formano questa nuova alleanza e, di conseguenza, quella dei leader locali che li rappresentano nazionalmente.
IL COMMENTO
Genova, il grande dono della Sopraelevata
Il partigiano Bisagno e la lezione ai giovani