
Spiega Carige nella rendicontazione volontaria certificata pubblicata venerdì 30 agosto, dove il rosso per 428,5 milioni va confrontato a una perdita netta per 20,5 milioni a giugno 2018, che il risultato riflette oltre alla gestione ordinaria anche due effetti. Da un lato quelli della mancata approvazione dell'aumento di capitale da parte dell'Assemblea del 22 dicembre 2018: "tra gli altri – spiega Carige -, gli oneri maggiorati sul prestito subordinato Tier 2 che non è stato convertito in equity e gli oneri delle garanzie statali sulle emissioni garantite".
Dall'altro ci sono 'gli effetti delle operazioni propedeutiche al progetto Fitd/ccb', con "gli effetti derivanti dall'inclusione dello scenario di cessione nelle valutazioni dei crediti deteriorati oggetto di potenziale cessione nell'ambito dell'implementazione della Npe Strategy del Gruppo". Nei sei mesi Carige segna un margine di intermediazione per 202,6 milioni, in flessione del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il margine di interesse segna una contrazione del 39% a 66,6 milioni, mentre le commissioni nette si riducono del 13,3% a 104,4 milioni.
IL COMMENTO
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