
Ora più che mai dunque si guarda dunque a cosa farà Malacalza, ancora del tutto 'silente' sul tema, dopo un investimento per ben 420 milioni in Carige. Le diplomazie ai più alti livelli continuano comunque a cercare una mediazione. Alcuni rumor nei giorni scorsi suggerivano l'ipotesi che i commissari possano dare per accettata in extremis la richiesta di alcuni piccoli azionisti di poter acquistare dal Fitd le azioni Carige ai prezzi a sconto riservati nel riassetto a Cassa centrale banca. Dal lato del Fondo però non si trovano riscontri a una qualsiasi trattative in atto.
Ancor meno a suggestioni su possibili nuovi investimenti o investitori liguri al fianco della Ccb (sarebbe il 'piano' ventilato dall'ex assessore allo Sviluppo di Genova, il banchiere Giancarlo Vinacci). Il presidente del Fondo Salvatore Macarrone si è detto oggi fiducioso sul buon esito dell'assemblea: "la ragionevolezza prevarrà". Se la ricapitalizzazione non verrà approvata gli scenari possibili sono i piu' disparati. Si va da una ripetizione dell'assemblea con una 'sterilizzazione' della quota di Malacalza, a una risoluzione, passando per la liquidazione coatta (8 miliardi il costo per il Fitd per la protezione dei depositi sotto i 100mila euro) o la ricapitalizzazione precauzionale, con il decreto di gennaio che ha stanziato fino a un miliardo.
Intanto la Consob ha chiesto a Carige una serie di chiarimenti da cui emerge che i commissari straordinari "confermano la congruit " del piano di salvataggio, anche alla luce delle ultime evoluzioni della gestione, che la vendita dei crediti deteriorati alla Sga generera' una perdita di 81 milioni e che senza le transazioni e gli accordi commerciali con Amissima, Credito Fondiario e Sga il Fitd e Ccb potrebbero sfilarsi dalla sottoscrizione dell'aumento
IL COMMENTO
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