
Per lui è un sogno che diventa realtà, dato che unisce la sua passione per il mare ad una delle gare più affascinanti. Anche se le sfide da affrontare sono tante. "E' una imbarcazione spartana con un piccolo fornelletto, cibi liofilizzati, il bagno è un secchio e a bordo non ho portato nulla perché la barca è da corsa, bisogna restare leggeri e performanti", spiega le difficoltà che presto dovrà affrontare.
Da solo, con la possibilità di dormire solo 4 ore nell'arco della giornata, Matteo ripenserà ai suoi libri di filosofia, che ha dovuto lasciare a casa perché la barca deve restare leggera. Ma avrà anche un po' nostalgia di Genova. "Nel cuore porterò la mia città, la mia bandiera. E sono sicuro che in qualche notte da solo in mezzo al mare mi dirò 'Ma se ghe pensu'".
IL COMMENTO
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