
"Dopo i casi di Charlie Gard e Alfie Evans nel Regno Unito si presenta un nuovo caso di abbandono terapeutico, che è frutto di un sistema sanitario che scarta le fragilità per alleggerire i bilanci della spesa pubblica. Anche l'Italia rischia di mettersi su questo piano inclinato come dimostra il recente caso della donna di 62 anni in stato vegetativo a Roma, morta a seguito dell'interruzione delle cure vitali malgrado non abbia mai indicato questa volonta' in un bio-testamento. La decisione dei medici è stata infatti avallata solo dalla raccolta dei pareri di alcuni parenti, che avrebbero ricostruito le intenzioni della donna", prosegue Gandolfini.
"L'eventuale legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito sarebbero un ulteriore passo verso la deriva mortifera del nostro sistema sanitario, che il popolo italiano non puo' e non vuole permettersi. Questa l'Italia che vogliamo: che sappia rispettare la vita dal concepimento alla morte naturale", conclude Gandolfini
IL COMMENTO
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