
Da lì era partita un'attenzione mediatica del sito primocanale.it con servizi, interviste e focus su una situazione che aveva gettato gran parte della popolazione di Vallescrivia nell'ansia (vedi link sototstanti). Al centro, soprattutto, persone anziane.
Sul caso era intervenuto a più riprese il sindaco e presidente dell'Unione dei Comuni di Vallescrivia, Simone Franceschi, chiedendo azioni chiare da parte di Poste Italiane. Riferimento, una dipendente attiva tra Vobbia e Valbrevenna inizialmente sospesa dall'incarico e poi arrestata nelle ultiume ore in provincia di Aosta. La donna è accusata di aver tradito la fiducia di chi vedeva in lei un riferimento per oltre un decennio avendo sottratto le somme. I reati che si configurano sono peculato e falso. Le persone truffato hanno scoperto nel tempo la mancanza delle cifre su risparmi spesso silenziosi.
Ai microfoni di Primocanale, ieri sera, è intervenuto lo stesso primo cittadino riconoscendo l'impegno dell'azienda: "Non sono mancate le visioni contrapposte con il gruppo e altro capitolo è quello di monitorare un'attenzione per l'entroterra non sempre garantito. Ma sulla specificità della dipendente infedele devo riconoscere il lavoro svolto da Poste Italiane che ha garantito i rimborsi e sospeso la persona al centro del caso". Ora, l'arresto.
IL COMMENTO
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