
L'incontro, a cui ha partecipato il sottosegretario, nonché primo firmatario della legge stessa, è stato organizzato dal Difensore civico e Garante per la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Liguria e da Defence for Children Italia Francesco Lalla. "Per un minore straniero avere un adulto a cui fare riferimento e a cui affidare in qualche modo una parte della realizzazione di un progetto di vita puo' rappresentare una svolta, è una specie di seconda chance che viene data loro nella vita. La legge 47 pensa che dare una seconda chance a questi ragazzi non è solo un'opportunità per loro, ma può trasformare quello che sembra un problema in un'opportunita' anche per i paesi che li ospitano", continua Sandra Zampa.
In Liguria sono 144 i tutori formati e 65 quelli attivi. "Siamo sostanzialmente contenti per quanto riguarda la Liguria, ci sono alcune criticità da risolvere. La tutela finisce al compimento dei 18 anni, ma bisognerebbe allungarla fino ai 21 anni", spiega Lalla. Oltre alle funzioni di cura e rappresentanza, il tutore è risultato un importante anello di connessione tra il ragazzo e gli altri attori del sistema. "Nell'ultimo anno sono stati accolti dal sistema circa 250 minori e la maggior parte sono arrivati dall'Albania e i due terzi hanno 16 anni. Abbiamo fatto un grande lavoro con i soggetti istituzionali, il garante, la Regione, e i tutori e il bilancio e' positivo. E' impegnativo in quanto tutti i minori vengono ascoltati in tribunale e cerchiamo di abbinare il tutore volontario con il minore tenendo conto di tutti i fattori, ma e' gratificante vedere il legame che si crea", conclude Luca Villa, presidente del tribunale per i minori.
IL COMMENTO
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