
E' la storia di Cenova, comune di Rezzo, e del suo sindaco Renato Adorno. Per arrivare lassù, devi salire alle spalle di Imperia, superare Pieve di Teco e arrampicarti per una stradina di montagna che profuma di incredibile fragilità. A presidiare l'accesso sconsigliandone la percorrenza a quelle 7 o 8 macchine in 24 ore , in fondo alla via, trovi una macchina: a bordo c'è una persona, assopita, stroncata dal sonno. Scoprirai poi che è il vice sindaco, stremato dopo settimane di monitoraggi e sopralluoghi, notte e giorno.
Te lo confessa l'unica persona che trovi sopra, in quel borgo di Cenova, a strapiombo sulla roccia. Un uomo che va avanti e indietro per capire se quanto insiste sopra la testa della frazione stia muovendo oppure no. Riferimento a una mega frana che potrebbe partire da un momento all'altro travolgendo tutto. Con la sua cappotta gialla, ti viene incontro: "Grazie, siete gli unici che avete avuto la sensibilità di venire qui. Sì, certo siamo in contatto con la Regione e devo ringraziarla. Ma se non si viene qui è impossibile capire il nostro dramma. Non fatemi dire cosa penso dei politici romani, a Cenova stiamo morendo e non importa perché tanto siamo pochi" dice con gli occhi lucidi, il comandante Renato.
La troupe se ne va, più di un amico confessa d'aver provato a portarlo via da quella perla in bilico. Non c'è verso, il soldato Adorno resta in trincea. Anche a costo di vedere la morte in diretta. Nel silenzio generale.
IL COMMENTO
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