
Di origine veneta, Rossa visse per parecchi anni a Torino. Il suo primo impiego fu a 14 anni come operaio in una fabbrica di cuscinetti a sfera, quindi alla Fiat come fresatore. Nel 1961 si trasferì a Genova a lavorare per l'Italsider venendo, l'anno seguente, eletto nel consiglio di fabbrica. Guido fu scelto come capro espiatorio dalle Br perché con solitario senso di responsabilità aveva deciso di denunciare un caso di connivenza dentro la sua fabbrica. Gesto che lo isolò e gli costò la vita. Rossa mantenne la denuncia e testimoniò al processo.
"Il messaggio per gli studenti è che quando democrazia e libertà sono in pericolo non ci si può voltare dall'altra parte e lui non lo ha fatto". Questo il messaggio di Sabina Rossa, figlia di Guido, il sindacalista ucciso dalle Brigate rosse 41 anni fa, dopo che aveva denunciato la presenza di brigatisti in fabbrica, lanciato durante la commemorazione al cippo che lo ricorda in via Fracchia a Genova, dove venne assassinato. "A 41 anni di distanza la memoria e il ricordo sono ancora aspetti forti - ha sottolineato Sabina Rossa - e penso che sia importante la presenza delle nuove generazioni, degli studenti, che quella storia non hanno vissuto. Ripercorrerla con loro significa ricordare i valori e i principi che hanno sostenuto l'esistenza di mio padre, il senso del dovere, il rigore morale, il senso di responsabilità, il senso civico e, sopratutto, la difesa della democrazia e della libertà".
L'omicidio di Rossa ha segnato la storia del Paese. "Genova ha sempre precorso i tempi, lo ha fatto, purtroppo con la nascita delle Brigate Rosse - ha detto il sindaco Marco Bucci - ma lo ha fatto anche attraverso l'esempio di Guido Rossa, che ha dimostrato come si può essere fedeli alla costituzione, alle leggi e, sopratutto, ai propri ideali, e lo ha fatto con il sacrificio della vita. Questo é stato un segnale per noi e per tutta l'Italia". A portare il messaggio dell'Anpi Donatella Alfonso, autrice di un libro che ricostruisce quel delitto, che ha anche ricordato una delle pagine ancora da chiarire, quella legata alla figura di Lorenzo Carpi, l'autista del commando ancora latitante.
"Definire Guido Rossa un eroe è doveroso. A 41 anni dalla sua uccisione possiamo dire che Guido Rossa ha vinto la sua battaglia onesta e intransigente contro le derive terroristiche. I 'cattivi maestri' alla lunga hanno perso la loro battaglia, mentre la dignità l'avevano persa consentendo che un padre di famiglia pagasse con la vita l'onestà intellettuale delle sue idee democratiche. Un eroe silenzioso, che va sempre ricordato. Un patrimonio della democrazia da preservare." Lo ha detto il deputato Roberto Cassinelli di Forza Italia a margine della commemorazione.
"E' la quinta volta che partecipo a questo momento, e io credo onestamente e senza retorica che sia uno dei frangenti più emozionanti che un amministratore possa affrontare. Oggi celebriamo un pezzo di storia di questo Paese, certamente drammatica, ma anche importante e in qualche modo gloriosa. Lo facciamo in un luogo che e' un simbolo della storia italiana", ha detto il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, durante il suo intervento.
IL COMMENTO
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