
Il migliore è stato l’intramontabile Mauro Miele, un eterno ragazzino che per il suo sessantaquattresimo compleanno, festeggiato al parco assistenza con il team e la famiglia, si è regalato la ventesima posizione finale ed undicesima di classe RC2 con la sua Skoda Fabia R5 totalmente privata. Il varesino, raggiante, ha dichiarato a fine gara: mi sono fatto un bel regalo di compleanno oggi e ci voleva, fino a ieri ero abbastanza deluso dalla gara ma come è capitato l’anno scorso è stata una bella giornata”.
Poco dietro, in ventiduesima posizione, il cuneese Alessandro Gino su un’altra Skoda Fabia, soddisfatto per aver raggiunto il traguardo dopo un “Monte” ricco di insidie ed imprevisti. Trentaquattresima piazza per Bentivoglio, anch’egli su Skoda, seguito poco più indietro da Brazzoli, trentottesimo con la Ford Fiesta e davanti a Dionisio, che ha portato al traguardo con soddisfazione la Dacia Sandero in configurazione R4. Prosdocimo, con la piccola Peugeot 208 R2 ha chiuso la fatica monegasca al quarantacinquesimo posto, mentre Covi su Ford Fiesta R2 ha chiuso al cinquantaquattresimo posto.
Un plauso a tutti gli equipaggi italiani che hanno corso la gara più complessa del Mondo, in cui le difficoltà sono infinitamente superiori a quelle di qualsiasi altro rally. Onore anche a chi, come i liguri Ramoino e Banaudi non è riuscito per poco a stare nelle prime sessanta posizioni il sabato; per gli equipaggi privati, quelli senza maxi hospitality al parco assistenza e con un pugno di amici a fare da meccanici o ricognitori, l’aver terminato le prime tre giornate vale tanto quanto un campionato del mondo.
Per tutti gli equipaggi che hanno terminato il Rallye Monte Carlo è arrivata una sorpresa particolare, il saluto di un appassionato speciale, che si è confuso tra i tanti tifosi al traguardo della Power Stage: Charles Leclerc. Un ragazzo che, come tanti, ha voluto salire lassù sui tornanti del Col de Braus per godersi lo spettacolo del rally.
GUARDA QUI IL PAUROSO INCIDENTE DI TANAK NELLA PS4
Intanto l'incidente pauroso di Tanak ha riaperto il dibattito sulla sicurezza, che di fatto sulla vettura dell'estone ha funzionato. Gli esperti si sono divisi, esprimendo pareri differenti come Franco Cunico, che ha dichiarato "Le WRC Plus mi sembrano pericolose come le Gruppo B, vanno rallentate" (CLICCA QUI).
Al campione vicentino ha risposto Alex Fiorio "Non si possono paragonare le WRC Plus alle Gruppo B, che erano infinitamente più pericolose. Sicuramente vanno rallentate, ma non siamo a quei livelli di pericolosità". (CLICCA QUI)
IL COMMENTO
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