
Il centrodestra in vantaggio sul centrosinistra, anche per somma aritmetica in caso di alleanza tra Pd e M5s. Il dato viene fuori dal sondaggio realizzato appena prima dell’emergenza coronavirus e, soprattutto, prima del voto su Rousseau che ha sancito la possibilità di alleanza tra penstellati e dem. Un test che non contrappone un nome a quello di Giovanni Toti, candidato certo per il centrodestra unito alla presidenza della Regione, ma che può indicare un gradimento ‘a prescindere’ per i protagonisti già in corsa.
Si tratta di una indagine quantitativa realizzata a fine febbraio. Secondo gli intervistati, il problema principale in Liguria è il lavoro (31%) seguito da viabilità (14%) e trasporti pubblici (12%). Di scarso appeal invece i temi su scuola, extracomunitari e criminalità organizzata indicati rispettivamente dall’1% degli intervistati come un problema ‘principale’ della regione. Sull’operato dell’attuale Giunta regionale il risultato è ben oltre la sufficienza: il 63% è molto o abbastanza soddisfatto.
L’indice di notorietà di Giovanni Toti conferma il trend nazionale in tema di classifica tra governatori. Toti infatti dal sondaggio di Liguria Popolare esce con un 93% sulla popolarità e un 66% sulla fiducia. La tipologia di voto mette in evidenza invece che un ligure su 4 non saprebbe ancora per chi votare, mentre il 50% degli intervistati sarebbe pronto a votare sia il candidato presidente che una lista. Se il candidato sostenuto dal centrodestra raggiunge il 51%, mettendo insieme il candidato sostenuto dal centrosinistra (37%) con quello sostenuto dal M5s (8%) si arriverebbe al 45%.
Il Partito Democratico si confermerebbe come la prima forza in campo (29%), ma seguito a ruota dalla Lega (28%). Secondo l’Istituto Piepoli, i dem avrebbero cosi cannibalizzato in Liguria l’intero centrosinistra ‘classico’ relegando ai margini Italia Viva (2,5%) e +Europa (2%), col M5s al 10,5%. Nel centrodestra la vera sorpresa nei numeri arriva da Liguria Popolare che col suo 3,9% di stima si avvicinerebbe a Forza Italia (6%), Fdi (7,5%) e Cambiamo! di Giovanni Toti (8%).
Un quadro in cui emerge un 'centro' ago della bilancia, anche in assenza del nome di un candidato ‘avverso’ al centrodestra e con una somma Pd-M5s che a conti fatti potrebbe discostarsi dal banale ‘1+1=2’. Al netto di eventuali rimandi elettorali a ottobre per l’emergenza coronavirus. "Il dato del possibile 12% è paradossalmente ancora più importante del primo del 4%, che è certo. Lo è perché a differenza di tutte le altre forze della coalizione, Liguria Popolare è il brand meno conosciuto e l’unico movimento civico regionale che non si identifica in un leader nazionale ma è rappresentativo di una comunità di persone che unisce Imperia e Savona con le province di Genova e la Spezia", ha concluso Costa.
IL COMMENTO
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