
“Anche sul fronte economico è necessario affrontare con urgenza assoluta la situazione del ‘paziente zero’, ovvero delle attività che vivono di quel pubblico al quale lo Stato, giustamente, chiede di stare a casa. Importante sarà evitare che gli interventi su oneri e scadenze si risolvano in un cumulo di rinvii, dilazioni e sospensioni di pagamenti: si tratterebbe di generare un debito privato per alimentare un debito pubblico. E’ necessario altresì sostenere quelle categorie, le partite Iva innanzi tutto, sprovviste di un solido sistema di protezione sociale. Sul fronte industriale, occorre considerare che l’Italia produce in termini di manifattura e servizi circa 150 miliardi al mese", prosegue il documento.
"In assenza di adeguate contromisure, il blocco delle attività può dunque portare un danno di 100 miliardi. Il sistema produttivo va preservato garantendo liquidità, semplificando, attivando la spesa per trasferimenti e investimenti. Contestualmente, serve un piano straordinario di investimenti pubblici e di supporto agli investimenti privati, per il quale l’Europa è chiamata a un cambio di passo. Le soluzioni passano o da un prestito nazionale con titoli trentennali, riservato alle famiglie e ai soggetti italiani, che raccolga fondi esclusivamente dedicati al rilancio economico, o da una mega emissione di CdP, fuori dal perimetro del debito pubblico, o dalla possibilità di emettere Eurobond garantiti dalla BCE e destinati alla ricostruzione del tessuto economico e al rifinanziamento delle imprese anche in termini di immediata liquidità", conclude il socumento di Cambiamo.
IL COMMENTO
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