
“È evidente la responsabilità di coloro che continuano a rimandare e a tergiversare su un importante aggiornamento delle nostre infrastrutture. Questo è il risultato della classica politica che si incarta su se stessa e si muove nelle sabbie mobili della convenienza e del rimpallo delle responsabilità, impedendo puntualmente di risolvere le situazioni con celerità. Mentre una parte della vecchia politica continua a parlare, e trova ogni modo per prendere tempo, per non risolvere, per non attribuire le responsabilità a chi ce le ha, le infrastrutture crollano e la vita dei cittadini e continuamente messa a repentaglio. Purtroppo sembra che dalla tragedia del Ponte Morandi poco sia cambiato: siamo di nuovo qui a chiedere un cambio di passo, e a pretendere nuovi controlli e aggiornamenti per tutte le infrastrutture. È evidente che i tavoli non bastano più, le discussioni stanno a zero e bisogna subito intervenire sul campo. E non si dica che c'è bisogno di una mappa delle infrastrutture più delicate, ogni Regione conosce perfettamente le urgenze infrastrutturali su cui bisogna lavorare il prima possibile. Per cui si agisca al più presto e si comincino immediatamente i cantieri per mettere tutto in sicurezza. Non vuoti, come sono stati più volte segnalati dai cittadini, ma con 3 turni di 8 ore al lavoro ininterrotto. Basta feriti, basta morti, basta crolli”, conclude Salvatore.
IL COMMENTO
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